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Architettura in 3D. Un mercato in evoluzione e in crescita.

Emergenza abitativa, accessibilità dei costi, minore impatto sull’ambiente. Viviamo un’epoca in cui la digitalizzazione, la tecnologia e l’efficienza spingono costantemente alla ricerca di nuove soluzioni, spesso molto innovative. È il caso della stampa 3D che, in campo edile permette grandi vantaggi, come la drastica riduzione dei tempi e dei costi di costruzione. I cantieri sono più brevi, ma coinvolgono anche molte meno persone per la costruzione.

Il progresso tecnologico, con la stampante 3D è possibile sia realizzare i componenti per la costruzione, come i mattoni, che realizzare direttamente in sito la muratura.

In Messico lo studio di architetti Fuseporject, guidato da Yves Béhar, ha aderito al  progetto di New Story, un’associazione senza scopo di lucro, nella progettazione di alloggi in comunità agricole povere dell’America Latina per garantire abitazioni dignitose a queste popolazioni.

Il primo quartiere al mondo costruito interamente con una stampante 3D sarà completato entro il 2020 e si trova in una zona rurale alla periferia di Tabasco (Messico). La stampante 3DVulcan II della società Icon è pronta a lavorare in condizioni avverse anche in ambienti lontani dalla città.

La stampante è in grado di terminare la struttura di base della casa in circa 24 ore in cemento. Il resto della casa, i tetti, le finestre e le porte sono già preparati e pronti ad essere applicati. Tra le caratteristiche tecniche da evidenziare c’è il tetto curvo che si adatta al clima piovoso della zona, anche le pareti saranno curve per facilitare la pulizia e impedire che si riempiano di muffa.

Le case misurano poco meno di 47 m2 e dispongono di due camere da letto, un soggiorno, una cucina e un bagno. Hanno connessioni elettriche e idrauliche e includono un piccolo portico esterno. Le famiglie riceveranno un aiuto di 400 pesos messicani, circa 19 euro al cambio attuale, per pagare gli alloggi.

A Dubai invece lo specialista della stampa 3D Apis Cor ha appena completato quello che chiama il più grande edificio stampato in 3D al mondo. La struttura di base dell’edificio è stata costruita utilizzando una sola stampante 3D, sebbene il coinvolgimento dei costruttori umani sia stato significativo.

L’edificio a due piani misura 9,5 m di altezza e ha una superficie totale di 640 mq.

La sua costruzione prevedeva una miscela di cemento estrusa attraverso un ugello a strati per costruire la struttura di base dell’edificio. Poiché l’edificio è così grande, la stampante 3D di Apis Cor, è stata spostata su una gru, permettendogli di costruire una sezione alla volta. Solo tre lavoratori di Apis Cor erano sul posto per far funzionare la macchina e, secondo Dwell, l’intero progetto ha richiesto tre settimane.

Rischi e criticità.

Chiaramente come tutte le nuove tecnologie la stampa 3D presenta ancora diversi punti critici, tra cui il tema della sicurezza. Infatti è più complicato, se non impossibile, effettuare tutte le prove di prestazione e resistenza che si fanno normalmente sui materiali edili prima di utilizzarli. Inoltre, in questo momento, mancano completamente standard e regole condivisi e riconoscibili.

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